Integratori antiossidanti naturali e farmaceutici: cosa sono ed a cosa servono?

Gli integratori di antiossidanti rappresentano una fonte aggiuntiva che può essere utile in caso di carenze o di aumentato fabbisogno di queste sostanze. Ma che differenze ci sono tra gli integratori naturali, e quelli farmaceutici? Scopriamo a cosa servono, ed analizziamone le caratteristiche tenendo presente che gli i vantaggi ed anche gli eventuali effetti collaterali.

Un integratore di antiossidanti è unaintegratori-antiossidanti sostanza che viene utilizzata per assumere, nel
corso della giornata, una quantità adeguata o maggiore di queste sostanze, importantissime per garantire sia la salute che la bellezza dell’intero organismo.

Esistono due grandi categorie di integratori di antiossidanti:

  • quelli naturali, ovvero alimenti che naturalmente contengono le sostanze antiossidanti,
  • quelli farmaceutici, che solitamente sono preparati erboristici o sintetici, che si utilizzano in caso di carenze alimentari o di situazioni in cui gli alimenti non bastano a coprire il fabbisogno di antiossidanti giornaliero. E come vedremo anche in questa macrocategoria è possibile identificare due sottocategorie, gli integratori alimentari naturali e quelli invece creati in laboratorio.

GLI INTEGRATORI FARMACEUTICI NATURALI E DI SINTESI

Per integratori farmaceutici si intendono tutti quei prodotti che vengono realizzati dall’industria farmaceutica e che, solitamente, si definiscono anche alimentari in quanto vengono assunti per via orale, come se fossero un alimento.

Come accennato sopra anche gli integratori farmaceutici possono essere di due diverse tipologie:

  • naturali, quando la loro produzione prevede l’impiego di materie prime naturali come le piante o gli alimenti, e da cui si estraggono i principi attivi che verranno poi inseriti negli integratori,
  • di sintesi, quando i principi attivi non sono estratti da sostanze naturali ma vengono sintetizzati chimicamente in laboratorio e pertanto risultano essere “sintetici”.

COSA DEVONO CONTENERE GLI INTEGRATORI ANTIOSSIDANTI?

Non tutti gli integratori sono meritevoli di interesse, poiché per avere un buon effetto un integratore deve avere determinate caratteristiche che ne accertino il contenuto di principi attivi e quindi la comprovata efficacia.

In particolare un integratore farmaceutico deve:

  • Contenere una concentrazione di antiossidanti tale da garantire a colui che li assume l’efficacia pubblicizzata. È sempre bene pertanto controllare le etichette e vedere quanta percentuale di sostanza antiossidante è contenuta.
  • Avere un buon rapporto qualità/prezzo ovvero il costo deve essere rapportato alla quantità di antiossidante contenuto e alle materie prime utilizzate.
  • Contenere antiossidanti che abbiano azione sinergica, cioè che agiscano insieme per favorire il benessere dell’organismo, e che siano complementari tra loro, cioè che l’uno non annulli o diminuisca l’azione dell’altro.
  • Essere prodotto con tecniche di estrazione del principio attivo che comportino la minor perdita possibile di sostanza antiossidante.
  • Avere alle spalle diversi trial clinici, cioè diversi test che ne comprovano l’efficacia sugli esseri umani.

 

Integratori contro i radicali liberi: “ingredienti” ed utilizzi.

Come abbiamo detto gli integratori farmaceutici di antiossidanti sono preparazioni, naturali o sintetiche, che contengono le sostanze di interesse estratte dalla pianta che li contiene o prodotte chimicamente in laboratorio.

Ne esistono di diverse tipologie e forme in commercio, ma le categorie principali sono integratori di vitamine e minerali, di acidi grassi essenziali, di flavonoidi e polifenoli e di altri antiossidanti.

Si acquistano presso farmacie ed erboristerie.

Vediamo nel dettaglio qual sono i più diffusi ed il loro impiego.

VITAMINE E MINERALI

Gli integratori di vitamine e minerali sono quasi tutti di sintesi, ovvero i componenti vengono prodotti chimicamente e non estratti da piante presenti in natura, sebbene in taluni casi siano anche di origine naturale. Tra quelli più presenti in commercio abbiamo:

  • Vitamina A: utile per il benessere degli occhi, per la pelle e per l’abbronzatura, è presente in commercio sottoforma di integratore singolo, cioè solo di vitamina A, o sottoforma di complessi multivitaminici. Nel primo caso è possibile trovare sia un integratore di vitamina A già pronta sia un integratore contenente carotenoidi cioè i precursori della vitamina A. si trova solitamente sottoforma di capsule morbide, ed i costi sono di circa 15 euro per 100 compresse.
  • Vitamina E: rappresenta uno dei più potenti antiossidanti anti – age, che contrasta i segni del tempo e dell’invecchiamento precoce. Si trova solitamente sottoforma di perle gelatinose contenenti solo vitamina E, o in complessi multivitaminici. I costi per le confezioni da 60 – 100 capsule variano da un minimo di 6 euro a un massimo di 22 euro.
  • Vitamina C: un integratore di acido ascorbico (altro nome della vitamina C) è molto utile per rafforzare il sistema immunitario e proteggersi da diverse malattie. Si trova in commercio sotto diverse forme, a lento rilascio o a rilascio rapido, in compresse, da ingoiare o masticabili o effervescenti, in polvere, in bustine effervescenti, con costi variabili tra 5 e 25 euro. Essendo una vitamina idrosolubile viene eliminata dall’organismo molto rapidamente e pertanto di solito gli integratori si assumono più volte al giorno per raggiungere il corretto fabbisogno.
  • Selenio: particolarmente utile in associazione alla vitamina E come antiossidante anti – age, il selenio si trova in commercio sottoforma di capsule, con prezzi variabili dai 6 ai 15 euro.
  • Zinco: utile per la cicatrizzazione dei tessuti, per la salute dei capelli e delle unghia, per il benessere del fegato e per rafforzare il sistema immunitario. Si trova in diverse forme come compresse, tavolette masticabili, con prezzi variabili tra 10 e 20 euro.

Acidi grassi essenziali.

Gli acidi grassi essenziali, così chiamati poichè il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli e vanno assunti con la dieta, sono degli ottimi antiossidanti e proteggono da diverse patologie, in particolare da quelle cardiovascolari e neurodegenerative. In commercio troviamo integratori che contengono sia gli omega 3 che gli omega 6 poichè tali sostanze vanno assunte in un determinato rapporto omega 3/omega 6 che è compreso tra 1:2 e 1:6.

Possono essere di origine naturale, cioè estratti dalla fonte naturale di acidi grassi essenziali che sono il pesce o i semi oleosi, oppure di origine sintetica, ma in generale è bene scegliere un integratore che:

  • Rispetti il rapporto tra omega 3 e omega 6.
  • Contenga vitamina E che favorisce sia l’assorbimento degli acidi grassi essenziali sia la corretta conservazione del prodotto grazie alle sue caratteristiche antiossidanti.
  • Rispetti il tipo di acidi grassi essenziali contenuti e nel dettaglio riporti la dicitura “acido linoleico” per quanto riguarda gli omega 6 e di “DHA” ed “EPA” (le forme metabolicamente attive dell’acido alfa linolenico) per quanto riguarda gli omega 3.

In commercio esistono integratori solo di omega 3, solitamente derivati dall’olio di pesce, solo di omega 6, solitamente derivati dall’olio di borragine, oppure integratori che contengono sia omega 3 che omega 6. Sono presenti in commercio sottoforma di capsule molli o perle gelatinose, e si consiglia di assumerne circa 1 – 2 capsule o perle al giorno. I costi variano dai 10 ai 20 euro.

ALTRI ANTIOSSIDANTI

Oltre a vitamine, minerali ed acidi grassi essenziali vi sono altre sostanze antiossidanti molto importanti per il benessere dell’organismo e che si possono trovare sottoforma di integratori. Tra quelli più utili abbiamo:

  • Flavonoidi: rappresentano uno degli antiossidanti più importanti per il benessere dei vasi sanguigni e della circolazione in generale. Vengono venduti degli integratori che contengono un mix di flavonoidi tra cui antocianine, catechine, flavoni, ed altri. Solitamente sono integratori erboristici, i cui principi attivi vengono estratti da frutta e verdura, in particolare da bacche, the verde, barbabietole e uva. Si assumono sottoforma di compresse o tavolette, hanno costi variabili dai 10 ai 20 euro e si consiglia l’assunzione due volte al giorno.
  • Polifenoli: rappresentano un’ampia classe di antiossidanti che contiene fenoli semplici, bioflavonoidi e tannini e pertanto in commercio possono trovarsi diversi integratori contenenti diversi antiossidanti polifenolici. Si estraggono solitamente dalle piante, per esempio dalle olive, le bacche o il maqui, contenenti moltissimi polifenoli diversi. Si assumono sotto forma di capsule e hanno costi e posologie variabili in base alla tipologia di integratore scelto.
  • Coenzima Q10: è un antiossidante, solitamente prodotto dal nostro organismo, utile per il benessere della pelle poichè molto potente nel contrastare i radicali liberi. Gli integratori contengono coenzima Q10 di sintesi, sono in commercio sottoforma di capsule o perle gelatinose, e hanno un costo variabile tra 10 e 35 euro. La dose giornaliera è di circa 2 capsule al giorno per raggiungere una copertura di 200 mg giornalieri.
  • Complessi anti age: sono integratori contenenti un mix di antiossidanti anti invecchiamento che aiutano a prevenire l’invecchiamento precoce delle cellule e le sue manifestazioni sintomatiche. Solitamente sono degli integratori completi, essendo sia multivitaminici che ricchi di antiossidanti, e si trovano in commercio sottoforma di compresse o capsule i cui costi e posologie variano in base alla marca ed al contenuto dell’integratore.

A cosa servono? Quando sono utili questi integratori.

n alcuni casi assumere un integratore di antiossidanti potrebbe essere utile per il benessere dell’organismo. Per esempio gli integratori di antiossidanti sono utili in caso di:

  • Carenze: in caso di gravi carenze alimentari per denutrizione, malnutrizione o dieta povera di frutta e verdura, risultano molto utili gli integratori di antiossidanti completi, quelli cioè che contengono vitamine, minerali, flavonoidi, polifenoli. Sono anche utili gli integratori di acidi grassi essenziali per riuscire a coprire il fabbisogno giornaliero.
  • Gravidanza: in casi di aumentato fabbisogno, come per esempio in gravidanza, se non si riesce a raggiungere la quantità giornaliera consigliata con l’alimentazione, si può ricorrere ad un integratore di antiossidanti. Sarà il medico a decidere quali integratori assumere e in che quantità.
  • Menopausa: per prevenire l’invecchiamento cellulare e contrastare i sintomi della menopausa, è possibile in questo periodo ricorrere agli integratori di antiossidanti. Si consigliano in particolare i complessi multivitaminici contenenti anche minerali, gli integratori di acidi grassi essenziali, quelli contenenti flavonoidi per il benessere dei vasi sanguigni, quelli contenenti isoflavoni (in particolare derivati dalla soia) per contrastare i sintomi della menopausa e quelli contenenti coenzima Q10 per la pelle e l’invecchiamento in generale.
  • Sport: ai soggetti sportivi può essere utile un’integrazione con antiossidanti poichè lo sport se praticato in maniera agonistica o comunque giornaliera, tende ad aumentare la produzione di radicali liberi (ma anche a potenziare l’azione dei sistemi antiossidanti dell’organismo). In alcuni casi quindi assumere un integratore multivitaminico con minerali potrebbe aiutare lo sportivo nelle sue performance.
  • Capelli: in caso di capelli deboli, tendenti a sfibrarsi ed a rompersi un integratore di antiossidanti a base di minerali quali lo zinco, flavonoidi per favorire il microcircolo e vitamine, potrebbe essere utile per ripristinare l’equilibrio del cuoio capelluto e risolvere il problema.
  • Prevenzione: in alcuni casi un’integrazione con antiossidanti può essere utile per la prevenzione di alcune patologie. Ad esempio un integratore contenente beta carotene, vitamina A, vitamina E, vitamina C e luteina può essere utile per la salute degli occhi e della retina, mentre uno a base di omega 3 ed omega 6 potrebbe aiutare a prevenire patologie quali ictus, infarto e ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue.

Quando sono dannosi: i possibili effetti collaterali.

Se da un lato l’utilizzo degli integratori di antiossidanti viene visto come un qualcosa di estremamente benefico per l’organismo, alcune opinioni sono contro il loro utilizzo sconsiderato. In particolare gli esperti suggeriscono di porre l’attenzione sul fatto che tali sostanze possono essere inutili o perfino dannose per l’organismo. In particolare si è visto che:

  • Gli integratori a base di glutatione, un potente antiossidante prodotto dal nostro organismo, sono quasi inutili poichè il glutatione assunto per via orale sembra non apportare nessun beneficio a causa del suo scarso assorbimento.
  • Gli integratori a base di vitamine liposolubili (A ed E) possono provocare iperaccumulo della vitamina nel tessuto adiposo e portare a problemi quali tossicità (nel caso della vitamina A) ed aumento del rischio di cancro (nel caso della vitamina E).
  • L’utilizzo di integratori a base di zinco potrebbe causare l’insorgenza di infezioni del tratto urinario, brividi di freddo, febbre e dolore toracico.
  • L’eccesso di omega 6, in particolare se assunti insieme alla vitamina E, potrebbe causare un aumento del rischio di cancro a causa di un complesso che si forma e che provoca danni al DNA.

Stress ossidativo: cos’è? Sintomi, cause, rimedi e conseguenze per la salute.

Lo stress ossidativo è una condizione causata dall’eccessiva produzione di radicali liberi da parte dell’organismo, che non riesce più a smaltirli normalmente. Questa situazione ha gravi conseguenze per la salute, con sintomi come invecchiamento cutaneo, patologie cardiovascolari e neurodegenerative e, in generale, danni cellulari. Ma quali sono le cause dell’aumento incondizionato dei radicali liberi? E quali i rimedi? Approfondiamo il tema!

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Cos’è lo stress ossidativo?

Ormai se ne sente parlare molto spesso, ma cosa si intende con “stress ossidativo”? Per la precisione, si tratta del’alterazione dell’equilibrio tra la formazione e l’eliminazione delle specie ossidanti fisiologicamente prodotte nel nostro organismo. Queste ultime, meglio conosciute con il nome di radicali liberi, possono formarsi in misura maggiore a causa di stress, cattivo stile di vita, eccessiva esposizione ai raggi solari o dieta scorretta.

In tali circostanze, i sistemi di difesa antiossidanti dell’organismo non riescono a contrastare i radicali liberi che causano il tanto temuto stress ossidativo. In realtà, esso stesso in sé non apporta danni diretti, ma è causa di patologie secondarie, alcune delle quali anche molto gravi.

Per prima cosa, però, cerchiamo di capire nel prossimo paragrafo come si formano i radicali liberi! Tu lo sai?

COME SI FORMANO LE ROS

Per comprendere bene cosa sia lo stress ossidativo è necessario conoscere il meccanismo con cui vengono prodotti gli agenti ossidanti. I radicali liberi, più correttamente indicati con il termine “specie reattive dell’ossigeno” o ROS, si formano nell’organismo a partire da numerosi processi biochimici in cui sia presente l’ossigeno. In particolare:

  • I processi di riduzione dell’ossigeno in acqua che avvengono a livello delle membrane dei mitocondri producono il radicale anione superossido.
  • Se due molecole di anione superossido si combinano insieme, danno origine al perossido di idrogeno, un radicale molto attivo, capace di attraversare la membrana cellulare in maniera rapida.
  • Dalla reazione di ioni metallici e perossido di idrogeno si forma il radicale ossidrilico, uno dei ROS più reattivi.

I radicali liberi così prodotti sono specie instabili che necessitano del legame con le strutture cellulari per riuscire a stabilizzarsi. Infatti, quando uno di essi si lega ad una cellula (ad esempio al DNA, alle proteine o ai lipidi), si dice che la struttura cellulare viene ossidata; poi, l’ossidazione rende la cellula sensibile ai processi di invecchiamento precoce e alla degradazione. Normalmente, i radicali liberi vengono neutralizzati dai sistemi antiossidanti, quali gli importantissimi enzimi glutatione e superossido dismutasi, ma, in caso di eccessiva produzione degli agenti ossidanti, la cellula non riesce a neutralizzarli tutti e di conseguenza questi si accumulano, provocando la condizione di stress ossidativo.

Adesso ti è sicuramente più chiaro come avviene la formazione dei radicali liberi, vero? Allora possiamo procedere con il prossimo approfondimento, che si concentra sulle cause dello stress ossidativo! Sai che sono per lo più le nostre cattive abitudini a determinarlo?

Quali sono le cause dello stress ossidativo?

I motivi della comparsa di stress ossidativo sono correlati prevalentemente a comportamenti scorretti o a stili di vita che fanno aumentare la produzione dei radicali liberi nell’organismo. Volendo fare un elenco, tra i fattori che determinano questa situazione ci sono:

  • L’esposizione prolungata e senza filtro protettivo ai raggi solari: le radiazioni UV provocano sia danni diretti al DNA, sia aumentano i fenomeni di ossidazione nell’organismo, incrementando, quindi, la produzione di radicali liberi.
  • Il fumo di sigaretta: fumare è un’attività altamente ossidante e, pertanto, aumenta a dismisura la produzione di radicali liberi, con il conseguente stress ossidativo.
  • L’esposizione a radiazioni ionizzanti: esporsi, per esempio, ai raggi X utilizzati per alcune indagini diagnostiche come le radiografie o la tac, intensifica i fenomeni di ossidazione.
  • Una dieta povera di frutta e verdura: ingerire quantità insufficienti di frutta e verdura può essere molto dannoso, poiché in questi alimenti sono contenute tantissime sostanze antiossidanti che aiutano l’organismo a neutralizzare i radicali liberi in eccesso.
  • La predisposizione genetica: possono esserci anche cause genetiche alla base di una minore funzionalità dei sistemi antiossidanti endogeni (per esempio degli enzimi catalasi, superossido dismutasi e glutatione). In conseguenza di ciò, l’organismo sarà meno in grado di contrastare i radicali liberi, i quali produrranno stress ossidativo.
  • Le patologie metaboliche: diabete, sovrappeso e obesità (che insieme all’ipertensione costituiscono la sindrome metabolica) provocano stress ossidativo; in caso di diabete (compreso quello gestazionale), gli alti livelli di glicemia causano un aumento dei fenomeni ossidativi; l’obesità e il sovrappeso producono, invece, infiammazioni a livello degli adipociti (cioè delle cellule costituenti il tessuto adiposo), avendo come effetto un eccesso di radicali liberi.
  • L’abuso di alcol: le bevande alcoliche e soprattutto i superalcolici sono off-limits per chi vuole combattere i radicali liberi, poiché ingerire troppo alcol accelera in maniera impressionante i processi ossidativi dell’organismo.
  • Un eccesso di attività fisica (specialmente aerobica): l’avresti mai detto che eccedere con gli allenamenti non è affatto positivo per la salute? Invece è proprio così! Infatti, quando il muscolo è attivo durante lo sport, trasforma il 2-5% dell’ossigeno in radicali liberi. Pertanto, se pratichi attività sportiva in maniera eccessiva, sappi che a lungo andare potresti soffrire di stress ossidativo.
  • Un danno mitocondriale: se in qualche modo viene danneggiato il mitocondrio, dove si trovano alcuni sistemi enzimatici antiossidanti, può crearsi o aumentare lo stress ossidativo; le cause del danneggiamento possono essere varie, come l’esposizione a tossine, l’ipossia cellulare o anche lo stesso aumento dei radicali liberi.
  • L’esposizione a sostanze chimiche: chi è spesso a contatto con metalli pesanti, benzene, reagenti chimici e industriali, a causa della capacità di queste sostanze di aumentare i processi di ossidazione dell’organismo, può andare soggetto a stress ossidativo.

Insomma, è quasi sempre “colpa” di una nostra leggerezza o di un eccesso se siamo vittime dello stress ossidativo!

Ma quali sono le conseguenze di questa alterata condizione dell’organismo? Sebbene essa stessa non sia una vera e propria patologia riconosciuta, tuttavia può portare a numerosi disturbi, come vedremo nel paragrafo seguente.

Sintomi e conseguenze dell’eccesso di radicali liberi.

Quali conseguenze provoca lo stress ossidativo al nostro organismo? Rispondere non è tanto facile, dato che l’eccesso di radicali liberi può essere causa o concausa di diverse condizioni patologiche o degenerative dovute al danno cellulare. I suoi effetti principali sono:

  • Invecchiamento cutaneo: è uno dei principali sintomi di stress ossidativo e si manifesta con pelle secca, poco elastica e tendente a formare rughe specialmente sul viso.
  • Problemi ai capelli: un eccesso di radicali liberi danneggia la capigliatura, dal bulbo pilifero al capello vero e proprio, provocando caduta, fragilità e tendenza a spezzarsi, ma anche insorgenza di doppie punte e comparsa di capelli bianchi.
  • Infertilità: troppi radicali liberi possono essere dannosi per tutte le cellule dell’organismo, compresi ovuli e spermatozoi implicati nella fertilità. Pertanto, lo stress ossidativo può essere una causa di infertilità sia maschile che femminile.
  • Psoriasi: questa patologia infiammatoria della pelle è causata da uno squilibrio del sistema immunitario. Sebbene le cause effettive non siano ancora ben conosciute, si pensa che lo stress ossidativo sia una concausa di malattia poiché contribuisce all’aumento dei fenomeni infiammatori.
  • Fibromialgia: sebbene vi siano ancora ricerche in corso, pare che l’insorgenza di questa patologia, che provoca un dolore muscolare cronico associato a rigidità delle articolazioni, possa essere correlata alla presenza di stress ossidativo. Sembrerebbe, infatti, che rigidità articolare e dolori ai muscoli siano una risposta dell’organismo all’eccesso di radicali liberi presenti. Tale conclusione, però, non è stata ancora confermata.
  • Patologie cardiovascolari: i radicali liberi ossidano molte strutture cellulari, tra cui i lipidi, causando un fenomeno noto come perossidazione lipidica. Quando ciò avviene, possono insorgere placche aterosclerotiche, che sono spesso causa di problemi cardiovascolari come infarto, ipertensione o ictus.
  • Malattie neurodegenerative: la perossidazione lipidica sopra descritta, insieme agli altri danni cellulari a scapito di proteine e DNA, può indurre anche patologie neurodegenerative come il morbo di Parkinson e l’Alzheimer.
  • Steatosi epatica: sembra che lo stress ossidativo possa essere una concausa di questa patologia consistente nell’accumulo di grassi nel fegato. Probabilmente, ciò è dovuto ai processi di ossidazione lipidica causati dai radicali liberi.
  • Osteoporosi: una delle principali cause di osteoporosi (una patologia che causa demineralizzazione e fragilità delle ossa) è proprio lo stress ossidativo. La correlazione tra le due condizioni sarebbe da imputare ai danni cellulari causati dai radicali liberi.
  • Vitiligine: questa patologia provoca ipopigmentazione della cute, cioè comparsa di chiazze biancastre sulla pelle in alcune zone, per una ridotta concentrazione di melanina. Lo stress ossidativo sembrerebbe essere una delle principali concause di tale disturbo, in quanto nei soggetti affetti si avrebbe un deficit di enzima catalasi, che neutralizza il radicale perossido di idrogeno.
  • Tumori: lo stress ossidativo è una delle maggiori concause nell’insorgenza del cancro. Questa correlazione è dovuta ai danni che i radicali liberi causano a DNA e proteine, i quali si traducono nella mancata regolazione dei processi di crescita e morte cellulare.
  • Disturbi alla tiroide: anche il metabolismo tiroideo può essere influenzato dallo stress ossidativo, infatti, i danni causati alle cellule possono provocare sia l’infiammazione del tessuto tiroideo, sia problemi nella sintesi degli ormoni tiroidei.

Come vedi, sono veramente tanti i problemi causati dallo stress ossidativo, per cui diventa fondamentale diagnosticare l’esistenza di questa condizione. Per scoprire come si fa non puoi proprio perderti il prossimo approfondimento!

Con quali esami si diagnostica lo stress ossidativo?Abbiamo visto che dei valori elevati di stress ossidativo provocano l’insorgenza di numerose patologie ed è, quindi, molto importante effettuarne una corretta diagnosi per poter intervenire il più tempestivamente possibile. Ad oggi, tale valutazione può essere eseguita mediante i seguenti esami:

  • Test FORT (Free Oxygen Radicals Test): è un test colorimetrico (basato su un cambiamento di colore) che misura la capacità di alcuni metalli (in particolare di quelli definiti di transizione) di scindere i radicali liberi presenti nel campione da analizzare. Si pone, quindi, il campione di plasma del paziente a contatto con i reagenti metallici e, mediante reazione colorimetrica, si determina la quantità di radicali liberi presenti.
  • Test d-ROMs (Reactive Oxygen Metabolites): è un test che misura la capacità ossidante del campione di plasma del paziente, mettendolo a contatto con una sostanza cromogena, cioè che cambia colore in base alla quantità di radicali liberi presenti. Viene eseguito in associazione con il BAP test (Biological Antioxidant Potential), un esame che rivela la quantità di antiossidanti presenti nell’organismo, mediante uno strumento chiamato FRAS (Free Radical Analytical System).

Dai test sopra elencati possiamo, dunque, conoscere lo stato di stress ossidativo del nostro organismo, in termini di valori numerici dei radicali liberi, che nel test d-ROMs si misurano in unità Carratelli (abbreviato CARR) e si associano alla concentrazione in micromoli (microM) di antiossidanti presenti.

Il bilancio ossidativo ottimale secondo il test d-ROMs si ottiene quando i radicali liberi hanno un valore compreso tra 250 e 300 CARR, mentre gli antiossidanti sono presenti in concentrazione superiore a 2200 microM.

Alla luce di questo, abbiamo:

  • Iporeattività assoluta e relativa (valori più bassi del normale), quando i radicali liberi hanno un valore inferiore ai 250 CARR e gli antiossidanti sono presenti rispettivamente in concentrazione inferiore o superiore a 2200 microM.
  • Stress ossidativo relativo quando i valori di radicali liberi sono di 250-300 CARR e valori di antiossidanti inferiori a 2200 microM.
  • Stress ossidativo potenziale quando i valori di radicali liberi sono superiori a 300 CARR e quelli di antiossidanti superiori a 2200 microM.
  • Stress ossidativo assoluto quando i valori di radicali liberi sono superiori a 300 CARR e quelli di antiossidanti inferiori a 2200 microM.

Invece, per quanto riguarda il test FORT i valori sono diversi e vengono espressi in unità FORT. In base ai risultati dell’esame avremo:

  • Valori considerati normali quando le unità FORT sono inferiori a 300-310.
  • Valori al limite (borderline) quando le unità FORT sono comprese tra 300 e 330.
  • Condizione di stress ossidativo quando le unità FORT sono superiori a 330.

Una volta conosciuto lo stato di stress ossidativo attraverso queste analisi, si può intervenire mediante l’assunzione di antiossidanti, ricordando sempre che la prevenzione è la migliore strategia anche in questo caso.

Adesso vuoi sapere in che modo puoi contrastare l’eccesso di radicali liberi?

I principali rimedi per combattere i radicali liberi.

Lo stress ossidativo non va assolutamente trascurato, ma per fortuna si può combattere mediante l’assunzione di sostanze antiossidanti molto benefiche per l’organismo. In particolare, ti consigliamo i seguenti rimedi, alcuni dei quali naturali:

  • Dieta a base di frutta e verdura, soprattutto pomodori (contenenti licopene), agrumi e kiwi (contenenti vitamina C), semi oleosi (contenenti vitamina E), frutti rossi (contenenti antociani, polifenoli e flavonoidi), frutta e verdura di colore arancione come albicocche e carote (contenenti carotenoidi).
  • Integratori fitoterapici di antiossidanti (estratti da diverse piante), tra i quali si consiglia di assumere complessi contenenti flavonoidi, polifenoli, antociani e carotenoidi.
  • Integratori di vitamine e minerali, in particolare complessi multivitaminici contenenti vitamina A, C ed E, e di minerali quali zinco, magnesio e selenio.
  • Integratori  di acidi grassi essenziali appartenenti alla famiglia degli omega-3 e omega-6 (che però si possono assumere in buone quantità anche con il pesce azzurro).
  • Integratori di glutatione e coenzima Q10, antiossidanti naturalmente prodotti dall’organismo umano, che possono essere assunti anche per via esogena.
  • Assunzione delle OPC, cioè le proantocianidine oligomeriche, estratte dalla corteccia del Pino Marittimo e della Vitis Vinifera (la vite da uva). La corteccia del pino marittimo, infatti, contiene tra i suoi principi attivi il picnogenolo, che protegge sia le cellule della pelle che quelle del cuore e dei vasi sanguigni. La vite, invece, è ricca di resveratrolo, principio attivo dalle proprietà antinfiammatorie e antinvecchiamento.
  • Specifici rimedi omeopatici (combinati alle cure tradizionali), che l’esperto di omeopatia può stabilire di volta in volta solo dopo aver esaminato tutti i sintomi del paziente.

In ogni caso, prima di iniziare ad assumere qualsiasi integratore, ti raccomandiamo di chiedere sempre il parere del tuo medico curante, affinché con la sua professionalità possa indirizzarti verso la terapia più adatta a te.

In verità, al di là di tutte le possibili cure, il principio “prevenire è meglio che curare” vale anche per quanto riguarda la lotta ai radicali liberi. Ma come si può fare?

L’arma più efficace contro lo stress ossidativo? La prevenzione.

Il modo migliore per non soffrire di stress ossidativo, quando si riesce a intervenire in tempo, è sicuramente la prevenzione, che permette di creare e mantenere una forte barriera antiossidante. In particolare, per evitare l’attacco degli agenti ossidanti, ti consigliamo di:

  • Svolgere uno stile di vita attivo, rinunciando alla sedentarietà che favorisce l’aumento di peso.
  • Praticare uno sport ma senza esagerare, bastano 2-3 volte a settimana di allenamento oppure 30-40 minuti al giorno di passeggiata a passo sostenuto.
  • Seguire una dieta sana e varia, in cui non devono mancare frutti rossi, pomodori, carote, agrumi, kiwi, e spinaci; a ciò vanno aggiunti anche il pesce azzurro, ricchissimo di acidi grassi insaturi, e i semi oleosi, così come, in generale, tutti gli alimenti contenenti sostanze antiossidanti (vitamina A, C ed E, polifenoli, antociani, flavonoidi, resveratrolo, carotenoidi e licopene).
  • Evitare l’abuso di alcol e il fumo di sigaretta, poiché entrambe le cose favoriscono l’aumento di radicali liberi.
  • Non esporti al sole nelle ore più calde della giornata e non dimenticare mai di utilizzare creme con filtri solari protettivi, per non danneggiare la struttura cellulare della pelle.
  • Non abusare di indagini diagnostiche non necessarie, quali radiografie e tac, che, come abbiamo già detto, possono accelerare i processi di ossidazione.
  • Tenere sotto controllo la glicemia (una delle maggiori cause di stress ossidativo), sia assumendo pochi zuccheri attraverso dolci, bevande zuccherate, caramelle e così via, sia introducendo nella propria dieta cereali integrali e alimenti a basso indice glicemico.