CARENZA DI OSSIGENO, ACIDOSI E INFIAMMAZIONE. QUESTO POTREBBE INTERESSARTI

Importanti studi sulle proprietà antiossidanti dell’integratore nutrizionale Microhydrin Plus ne dimostrano l’efficacia protettiva nei confronti del danno ossidativo a biomolecole e cellule.

Lo stress ossidativo – lo squilibrio tra la formazione di specie reattive dell’ossigeno (ROS) e meccanismi di difesa antiossidante – è causa di reazioni citotossiche che portano a processi di invecchiamento cellulare e all’insorgenza di disordini cronico-degenerativi, aterosclerosi e neurodegenerazione.
Negli ultimi anni il tradizionale approccio terapeutico a queste patologie si è aperto sempre di più al contributo dei supplementi antiossidanti, tra cui l’integratore naturale, unico al mondo: Microhydrin Plus® 
La sua efficacia è stata riscontrata in atleti professionisti con benefici sia durante le fasi di allenamento che durante le performance agonistiche. In seguito sono stati investigati in vitro gli effetti protettivi di Microhydrin Plus nei confronti del danno ossidativo, sia in sistemi acellulari quali le biomolecole glutatione (GSH) e DNA, sia in sistemi cellulari quali i globuli rossi (RBC) e i linfociti. Come fonti di radicali liberi sono stati utilizzati tre ossidanti fisiologici quali perossido di idrogeno (H2O2), acido ipocloroso (HCl0) e perossiradicali (ROO).

In un particolare studio sono state investigate per la prima volta le proprietà antiossidanti in vitro di Microhydrin Plus valutando la sua efficacia protettiva nei confronti di tre agenti ossidanti fisiologici quali perossido di idrogeno, perossiradicali e acido ipocloroso.
I risultati ottenuti dimostrano che Microhydrin Plus protegge efficacemente il GSH dall’ossidazione e quindi dal suo consumo in presenza di radicali liberi.

L’effetto protettivo si estende anche al DNA, riducendo gli effetti genotossici degli agenti ossidanti. Tale azione può avere grande rilevanza nel caso del DNA mitocondriale che è direttamente esposto all’azione dei ROS prodotti durante la respirazione cellulare. È stato infatti dimostrato che il danno ossidativo al DNA mitocondriale è implicato nel processo di senescenza fisiologica e in alcuni disordini degenerativi.

Le evidenze tratte da questo studio possono avere rilevanza in ambito sportivo, infatti durante l’esercizio fisico intenso viene prodotta una maggior quantità di ROS derivanti sia dall’aumentato metabolismo eritrocitario sia dall’attivazione leucocitaria (neutrofili) .

La protezione di Microhydrin Plus neiconfronti del danno ossidativo agli RBC potrebbe dunque essere un utile strumento nel contrastare l’anemia dell’atleta e potrebbe spiegare alcuni degli effetti positivi per gli atleti professionisti. Infine, l’azione protettiva di Microhydrin Plus è stata investigata nei linfociti, cellule coinvolte nella risposta immunitaria, che normalmente sono soggetti a stress ossidativo in vivo. Anche in questo modello sperimentale è stato osservato che Microhydrin Plus è capace di ridurre significativamente la formazione di ROS intracellulari indotta dai tre ossidanti.

Conclusioni

I dati emersi in questo studio confermano l’azione protettiva antiossidante di Microhydrin Plus, rendendolo un valido integratore nutrizionale nella prevenzione e nel trattamento di numerose condizioni fisiopatologiche legate allo stress ossidativo, dall’invecchiamento dall’anemia dello sportivo, dal rischio cardiovascolare.

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Scopri da cosa nasce lo stress ossidativo ovvero: La “CENERENTOLA” Ossigeno

L’ossigeno è l’elemento vitale per eccellenza. Infatti, legando l’idrogeno generato dal catabolismo cellulare, esso genera l’energia chimica necessaria per lo svolgimento di tutti i processi vitali (movimento, secrezione, crescita ecc.). Sotto forma di “radicali liberi”, poi, esso aiuta l’organismo a difendersi dalle infezioni. Eppure, molti nutrizionisti spesso non tengono in adeguata considerazione il fatto che le cellule “mal sopportano” un abbassamento dei livelli tissutali di ossigeno (ipossia), specialmente se seguita da un suo brusco innalzamento (ischemia riperfusione), in quanto ambedue le situazioni possono generare un eccesso di radicali liberi che, sfuggendo al controllo dei sistemi di difesa antiossidante, scatenano una condizione di stress ossidativo.

QUALI LE CONSEGUENZE?

L’alterata biodisponibilità di ossigeno può provocare danni a livello dei vasi sanguigni, della membrana extracellulare e delle cellule, da cui insorgenza e/o aggravamento di malattie da stress ossidativo (oltre 100) ed invecchiamento precoce.

Microhydrin ristabilendo I valori alcalini ottimali, contrasta l’acidosi e l’eccessiva produzione di radicali liberi (azione antiossidante), come si osserva anche nelle sindromi ischemico-riperfusive

Microhydrin aiuta a ripristinare, se alterata, l’integrità biochimica ed anatomo-funzionale della matrice extracellulare, favorendo gli scambi metabolici tra il sangue e i tessuti e facilitando l’eliminazione delle scorie metaboliche (azione disintossicante, depurante e drenante).

Microhydrin è un integratore alimentare privo di potere calorico e di effetti collaterali indesiderati, assolutamente atossico. Esso, inoltre, non è un farmaco e non contiene sostanze dopanti, né lattosio, né glutine, per cui può essere assunto in sicurezza sia da chi pratica attività sportiva a livello agonistico sia da chi soffre di comuni allergie/intolleranze alimentari.

Microhydrin è suggerito come coadiuvante, nel contesto di uno stile di vita salutare, in tutte le situazioni di carenza nutrizionale (da stress psico-fisico, diete squilibrate, etc.), nei disturbi legati ad un’ossigenazione insufficiente dei tessuti (es. cefalea, difficoltà di concentrazione, astenia, etc.), nei casi di aumentata produzione di radicali liberi e/o carenza di antiossidanti (da malattie infiammatorie, degenerative, metaboliche o terapie mediche, es. pillola, associate a stress ossidativo), nelle sindromi ischemico-riperfusive , nei deficit immunitari, nelle intossicazioni croniche (es. da alcol o farmaci), nella sindrome da ipersensibilità chimica multipla, nella fibromialgia e nelle intolleranze/allergie alimentari. Esso, infine, può essere utile nella prevenzione dell’invecchiamento precoce (specialmente nel contesto di protocolli di disintossicazione, drenaggio, depurazione) e nel supporto nutrizionale dell’attività sportiva, amatoriale o agonistica.

Ogni volta che respiriamo, o anche l’acqua stessa che beviamo, mettiamo in circolo ossigeno che entra a far parte dei processi di ossidazione che si svolgono in tutte le cellule del nostro corpo.

I radicali liberi si formano all’interno delle nostre cellule, dove l’ossigeno viene utilizzato per produrre energia.

Non tutto l’ossigeno viene consumato ma in parte va a formare queste molecole che contengono uno o più atomi di ossigeno.

L’ossigeno è sempre alla ricerca di qualcuno che gli presti due elettroni e, dato che è unMolecola-H2O atomo piuttosto piccolo, ha un alto valore di elettronegatività. L’idrogeno ha un solo elettrone e quindi quando forma dei legami con altri atomi può mettere in gioco appunto un solo elettrone. I due atomi di idrogeno prestano il loro elettrone (in rosso nel disegno) all’ossigeno, in questo modo l’ossigeno può “far finta” di avere otto elettroni nei suoi orbitali esterni (s e p non distinti nel disegno).

Questi radicali “liberi” appunto cercano di tornare in equilibrio rubando elettroni alle altre cellule e possono danneggiarle in vari modi, come ad esempio iniziando un tumore.

Ecco che gli antiossidanti combattono il rischio con un meccanismo semplicissimo : cedono ai radicali liberi l’elettrone che a loro manca e quindi “disinnescano la miccia”.

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Stress ossidativo: cos’è? Sintomi, cause, rimedi e conseguenze per la salute.

Lo stress ossidativo è una condizione causata dall’eccessiva produzione di radicali liberi da parte dell’organismo, che non riesce più a smaltirli normalmente. Questa situazione ha gravi conseguenze per la salute, con sintomi come invecchiamento cutaneo, patologie cardiovascolari e neurodegenerative e, in generale, danni cellulari. Ma quali sono le cause dell’aumento incondizionato dei radicali liberi? E quali i rimedi? Approfondiamo il tema!

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Cos’è lo stress ossidativo?

Ormai se ne sente parlare molto spesso, ma cosa si intende con “stress ossidativo”? Per la precisione, si tratta del’alterazione dell’equilibrio tra la formazione e l’eliminazione delle specie ossidanti fisiologicamente prodotte nel nostro organismo. Queste ultime, meglio conosciute con il nome di radicali liberi, possono formarsi in misura maggiore a causa di stress, cattivo stile di vita, eccessiva esposizione ai raggi solari o dieta scorretta.

In tali circostanze, i sistemi di difesa antiossidanti dell’organismo non riescono a contrastare i radicali liberi che causano il tanto temuto stress ossidativo. In realtà, esso stesso in sé non apporta danni diretti, ma è causa di patologie secondarie, alcune delle quali anche molto gravi.

Per prima cosa, però, cerchiamo di capire nel prossimo paragrafo come si formano i radicali liberi! Tu lo sai?

COME SI FORMANO LE ROS

Per comprendere bene cosa sia lo stress ossidativo è necessario conoscere il meccanismo con cui vengono prodotti gli agenti ossidanti. I radicali liberi, più correttamente indicati con il termine “specie reattive dell’ossigeno” o ROS, si formano nell’organismo a partire da numerosi processi biochimici in cui sia presente l’ossigeno. In particolare:

  • I processi di riduzione dell’ossigeno in acqua che avvengono a livello delle membrane dei mitocondri producono il radicale anione superossido.
  • Se due molecole di anione superossido si combinano insieme, danno origine al perossido di idrogeno, un radicale molto attivo, capace di attraversare la membrana cellulare in maniera rapida.
  • Dalla reazione di ioni metallici e perossido di idrogeno si forma il radicale ossidrilico, uno dei ROS più reattivi.

I radicali liberi così prodotti sono specie instabili che necessitano del legame con le strutture cellulari per riuscire a stabilizzarsi. Infatti, quando uno di essi si lega ad una cellula (ad esempio al DNA, alle proteine o ai lipidi), si dice che la struttura cellulare viene ossidata; poi, l’ossidazione rende la cellula sensibile ai processi di invecchiamento precoce e alla degradazione. Normalmente, i radicali liberi vengono neutralizzati dai sistemi antiossidanti, quali gli importantissimi enzimi glutatione e superossido dismutasi, ma, in caso di eccessiva produzione degli agenti ossidanti, la cellula non riesce a neutralizzarli tutti e di conseguenza questi si accumulano, provocando la condizione di stress ossidativo.

Adesso ti è sicuramente più chiaro come avviene la formazione dei radicali liberi, vero? Allora possiamo procedere con il prossimo approfondimento, che si concentra sulle cause dello stress ossidativo! Sai che sono per lo più le nostre cattive abitudini a determinarlo?

Quali sono le cause dello stress ossidativo?

I motivi della comparsa di stress ossidativo sono correlati prevalentemente a comportamenti scorretti o a stili di vita che fanno aumentare la produzione dei radicali liberi nell’organismo. Volendo fare un elenco, tra i fattori che determinano questa situazione ci sono:

  • L’esposizione prolungata e senza filtro protettivo ai raggi solari: le radiazioni UV provocano sia danni diretti al DNA, sia aumentano i fenomeni di ossidazione nell’organismo, incrementando, quindi, la produzione di radicali liberi.
  • Il fumo di sigaretta: fumare è un’attività altamente ossidante e, pertanto, aumenta a dismisura la produzione di radicali liberi, con il conseguente stress ossidativo.
  • L’esposizione a radiazioni ionizzanti: esporsi, per esempio, ai raggi X utilizzati per alcune indagini diagnostiche come le radiografie o la tac, intensifica i fenomeni di ossidazione.
  • Una dieta povera di frutta e verdura: ingerire quantità insufficienti di frutta e verdura può essere molto dannoso, poiché in questi alimenti sono contenute tantissime sostanze antiossidanti che aiutano l’organismo a neutralizzare i radicali liberi in eccesso.
  • La predisposizione genetica: possono esserci anche cause genetiche alla base di una minore funzionalità dei sistemi antiossidanti endogeni (per esempio degli enzimi catalasi, superossido dismutasi e glutatione). In conseguenza di ciò, l’organismo sarà meno in grado di contrastare i radicali liberi, i quali produrranno stress ossidativo.
  • Le patologie metaboliche: diabete, sovrappeso e obesità (che insieme all’ipertensione costituiscono la sindrome metabolica) provocano stress ossidativo; in caso di diabete (compreso quello gestazionale), gli alti livelli di glicemia causano un aumento dei fenomeni ossidativi; l’obesità e il sovrappeso producono, invece, infiammazioni a livello degli adipociti (cioè delle cellule costituenti il tessuto adiposo), avendo come effetto un eccesso di radicali liberi.
  • L’abuso di alcol: le bevande alcoliche e soprattutto i superalcolici sono off-limits per chi vuole combattere i radicali liberi, poiché ingerire troppo alcol accelera in maniera impressionante i processi ossidativi dell’organismo.
  • Un eccesso di attività fisica (specialmente aerobica): l’avresti mai detto che eccedere con gli allenamenti non è affatto positivo per la salute? Invece è proprio così! Infatti, quando il muscolo è attivo durante lo sport, trasforma il 2-5% dell’ossigeno in radicali liberi. Pertanto, se pratichi attività sportiva in maniera eccessiva, sappi che a lungo andare potresti soffrire di stress ossidativo.
  • Un danno mitocondriale: se in qualche modo viene danneggiato il mitocondrio, dove si trovano alcuni sistemi enzimatici antiossidanti, può crearsi o aumentare lo stress ossidativo; le cause del danneggiamento possono essere varie, come l’esposizione a tossine, l’ipossia cellulare o anche lo stesso aumento dei radicali liberi.
  • L’esposizione a sostanze chimiche: chi è spesso a contatto con metalli pesanti, benzene, reagenti chimici e industriali, a causa della capacità di queste sostanze di aumentare i processi di ossidazione dell’organismo, può andare soggetto a stress ossidativo.

Insomma, è quasi sempre “colpa” di una nostra leggerezza o di un eccesso se siamo vittime dello stress ossidativo!

Ma quali sono le conseguenze di questa alterata condizione dell’organismo? Sebbene essa stessa non sia una vera e propria patologia riconosciuta, tuttavia può portare a numerosi disturbi, come vedremo nel paragrafo seguente.

Sintomi e conseguenze dell’eccesso di radicali liberi.

Quali conseguenze provoca lo stress ossidativo al nostro organismo? Rispondere non è tanto facile, dato che l’eccesso di radicali liberi può essere causa o concausa di diverse condizioni patologiche o degenerative dovute al danno cellulare. I suoi effetti principali sono:

  • Invecchiamento cutaneo: è uno dei principali sintomi di stress ossidativo e si manifesta con pelle secca, poco elastica e tendente a formare rughe specialmente sul viso.
  • Problemi ai capelli: un eccesso di radicali liberi danneggia la capigliatura, dal bulbo pilifero al capello vero e proprio, provocando caduta, fragilità e tendenza a spezzarsi, ma anche insorgenza di doppie punte e comparsa di capelli bianchi.
  • Infertilità: troppi radicali liberi possono essere dannosi per tutte le cellule dell’organismo, compresi ovuli e spermatozoi implicati nella fertilità. Pertanto, lo stress ossidativo può essere una causa di infertilità sia maschile che femminile.
  • Psoriasi: questa patologia infiammatoria della pelle è causata da uno squilibrio del sistema immunitario. Sebbene le cause effettive non siano ancora ben conosciute, si pensa che lo stress ossidativo sia una concausa di malattia poiché contribuisce all’aumento dei fenomeni infiammatori.
  • Fibromialgia: sebbene vi siano ancora ricerche in corso, pare che l’insorgenza di questa patologia, che provoca un dolore muscolare cronico associato a rigidità delle articolazioni, possa essere correlata alla presenza di stress ossidativo. Sembrerebbe, infatti, che rigidità articolare e dolori ai muscoli siano una risposta dell’organismo all’eccesso di radicali liberi presenti. Tale conclusione, però, non è stata ancora confermata.
  • Patologie cardiovascolari: i radicali liberi ossidano molte strutture cellulari, tra cui i lipidi, causando un fenomeno noto come perossidazione lipidica. Quando ciò avviene, possono insorgere placche aterosclerotiche, che sono spesso causa di problemi cardiovascolari come infarto, ipertensione o ictus.
  • Malattie neurodegenerative: la perossidazione lipidica sopra descritta, insieme agli altri danni cellulari a scapito di proteine e DNA, può indurre anche patologie neurodegenerative come il morbo di Parkinson e l’Alzheimer.
  • Steatosi epatica: sembra che lo stress ossidativo possa essere una concausa di questa patologia consistente nell’accumulo di grassi nel fegato. Probabilmente, ciò è dovuto ai processi di ossidazione lipidica causati dai radicali liberi.
  • Osteoporosi: una delle principali cause di osteoporosi (una patologia che causa demineralizzazione e fragilità delle ossa) è proprio lo stress ossidativo. La correlazione tra le due condizioni sarebbe da imputare ai danni cellulari causati dai radicali liberi.
  • Vitiligine: questa patologia provoca ipopigmentazione della cute, cioè comparsa di chiazze biancastre sulla pelle in alcune zone, per una ridotta concentrazione di melanina. Lo stress ossidativo sembrerebbe essere una delle principali concause di tale disturbo, in quanto nei soggetti affetti si avrebbe un deficit di enzima catalasi, che neutralizza il radicale perossido di idrogeno.
  • Tumori: lo stress ossidativo è una delle maggiori concause nell’insorgenza del cancro. Questa correlazione è dovuta ai danni che i radicali liberi causano a DNA e proteine, i quali si traducono nella mancata regolazione dei processi di crescita e morte cellulare.
  • Disturbi alla tiroide: anche il metabolismo tiroideo può essere influenzato dallo stress ossidativo, infatti, i danni causati alle cellule possono provocare sia l’infiammazione del tessuto tiroideo, sia problemi nella sintesi degli ormoni tiroidei.

Come vedi, sono veramente tanti i problemi causati dallo stress ossidativo, per cui diventa fondamentale diagnosticare l’esistenza di questa condizione. Per scoprire come si fa non puoi proprio perderti il prossimo approfondimento!

Con quali esami si diagnostica lo stress ossidativo?Abbiamo visto che dei valori elevati di stress ossidativo provocano l’insorgenza di numerose patologie ed è, quindi, molto importante effettuarne una corretta diagnosi per poter intervenire il più tempestivamente possibile. Ad oggi, tale valutazione può essere eseguita mediante i seguenti esami:

  • Test FORT (Free Oxygen Radicals Test): è un test colorimetrico (basato su un cambiamento di colore) che misura la capacità di alcuni metalli (in particolare di quelli definiti di transizione) di scindere i radicali liberi presenti nel campione da analizzare. Si pone, quindi, il campione di plasma del paziente a contatto con i reagenti metallici e, mediante reazione colorimetrica, si determina la quantità di radicali liberi presenti.
  • Test d-ROMs (Reactive Oxygen Metabolites): è un test che misura la capacità ossidante del campione di plasma del paziente, mettendolo a contatto con una sostanza cromogena, cioè che cambia colore in base alla quantità di radicali liberi presenti. Viene eseguito in associazione con il BAP test (Biological Antioxidant Potential), un esame che rivela la quantità di antiossidanti presenti nell’organismo, mediante uno strumento chiamato FRAS (Free Radical Analytical System).

Dai test sopra elencati possiamo, dunque, conoscere lo stato di stress ossidativo del nostro organismo, in termini di valori numerici dei radicali liberi, che nel test d-ROMs si misurano in unità Carratelli (abbreviato CARR) e si associano alla concentrazione in micromoli (microM) di antiossidanti presenti.

Il bilancio ossidativo ottimale secondo il test d-ROMs si ottiene quando i radicali liberi hanno un valore compreso tra 250 e 300 CARR, mentre gli antiossidanti sono presenti in concentrazione superiore a 2200 microM.

Alla luce di questo, abbiamo:

  • Iporeattività assoluta e relativa (valori più bassi del normale), quando i radicali liberi hanno un valore inferiore ai 250 CARR e gli antiossidanti sono presenti rispettivamente in concentrazione inferiore o superiore a 2200 microM.
  • Stress ossidativo relativo quando i valori di radicali liberi sono di 250-300 CARR e valori di antiossidanti inferiori a 2200 microM.
  • Stress ossidativo potenziale quando i valori di radicali liberi sono superiori a 300 CARR e quelli di antiossidanti superiori a 2200 microM.
  • Stress ossidativo assoluto quando i valori di radicali liberi sono superiori a 300 CARR e quelli di antiossidanti inferiori a 2200 microM.

Invece, per quanto riguarda il test FORT i valori sono diversi e vengono espressi in unità FORT. In base ai risultati dell’esame avremo:

  • Valori considerati normali quando le unità FORT sono inferiori a 300-310.
  • Valori al limite (borderline) quando le unità FORT sono comprese tra 300 e 330.
  • Condizione di stress ossidativo quando le unità FORT sono superiori a 330.

Una volta conosciuto lo stato di stress ossidativo attraverso queste analisi, si può intervenire mediante l’assunzione di antiossidanti, ricordando sempre che la prevenzione è la migliore strategia anche in questo caso.

Adesso vuoi sapere in che modo puoi contrastare l’eccesso di radicali liberi?

I principali rimedi per combattere i radicali liberi.

Lo stress ossidativo non va assolutamente trascurato, ma per fortuna si può combattere mediante l’assunzione di sostanze antiossidanti molto benefiche per l’organismo. In particolare, ti consigliamo i seguenti rimedi, alcuni dei quali naturali:

  • Dieta a base di frutta e verdura, soprattutto pomodori (contenenti licopene), agrumi e kiwi (contenenti vitamina C), semi oleosi (contenenti vitamina E), frutti rossi (contenenti antociani, polifenoli e flavonoidi), frutta e verdura di colore arancione come albicocche e carote (contenenti carotenoidi).
  • Integratori fitoterapici di antiossidanti (estratti da diverse piante), tra i quali si consiglia di assumere complessi contenenti flavonoidi, polifenoli, antociani e carotenoidi.
  • Integratori di vitamine e minerali, in particolare complessi multivitaminici contenenti vitamina A, C ed E, e di minerali quali zinco, magnesio e selenio.
  • Integratori  di acidi grassi essenziali appartenenti alla famiglia degli omega-3 e omega-6 (che però si possono assumere in buone quantità anche con il pesce azzurro).
  • Integratori di glutatione e coenzima Q10, antiossidanti naturalmente prodotti dall’organismo umano, che possono essere assunti anche per via esogena.
  • Assunzione delle OPC, cioè le proantocianidine oligomeriche, estratte dalla corteccia del Pino Marittimo e della Vitis Vinifera (la vite da uva). La corteccia del pino marittimo, infatti, contiene tra i suoi principi attivi il picnogenolo, che protegge sia le cellule della pelle che quelle del cuore e dei vasi sanguigni. La vite, invece, è ricca di resveratrolo, principio attivo dalle proprietà antinfiammatorie e antinvecchiamento.
  • Specifici rimedi omeopatici (combinati alle cure tradizionali), che l’esperto di omeopatia può stabilire di volta in volta solo dopo aver esaminato tutti i sintomi del paziente.

In ogni caso, prima di iniziare ad assumere qualsiasi integratore, ti raccomandiamo di chiedere sempre il parere del tuo medico curante, affinché con la sua professionalità possa indirizzarti verso la terapia più adatta a te.

In verità, al di là di tutte le possibili cure, il principio “prevenire è meglio che curare” vale anche per quanto riguarda la lotta ai radicali liberi. Ma come si può fare?

L’arma più efficace contro lo stress ossidativo? La prevenzione.

Il modo migliore per non soffrire di stress ossidativo, quando si riesce a intervenire in tempo, è sicuramente la prevenzione, che permette di creare e mantenere una forte barriera antiossidante. In particolare, per evitare l’attacco degli agenti ossidanti, ti consigliamo di:

  • Svolgere uno stile di vita attivo, rinunciando alla sedentarietà che favorisce l’aumento di peso.
  • Praticare uno sport ma senza esagerare, bastano 2-3 volte a settimana di allenamento oppure 30-40 minuti al giorno di passeggiata a passo sostenuto.
  • Seguire una dieta sana e varia, in cui non devono mancare frutti rossi, pomodori, carote, agrumi, kiwi, e spinaci; a ciò vanno aggiunti anche il pesce azzurro, ricchissimo di acidi grassi insaturi, e i semi oleosi, così come, in generale, tutti gli alimenti contenenti sostanze antiossidanti (vitamina A, C ed E, polifenoli, antociani, flavonoidi, resveratrolo, carotenoidi e licopene).
  • Evitare l’abuso di alcol e il fumo di sigaretta, poiché entrambe le cose favoriscono l’aumento di radicali liberi.
  • Non esporti al sole nelle ore più calde della giornata e non dimenticare mai di utilizzare creme con filtri solari protettivi, per non danneggiare la struttura cellulare della pelle.
  • Non abusare di indagini diagnostiche non necessarie, quali radiografie e tac, che, come abbiamo già detto, possono accelerare i processi di ossidazione.
  • Tenere sotto controllo la glicemia (una delle maggiori cause di stress ossidativo), sia assumendo pochi zuccheri attraverso dolci, bevande zuccherate, caramelle e così via, sia introducendo nella propria dieta cereali integrali e alimenti a basso indice glicemico.